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Cambiare vita e mollare tutto
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Cambiare vita e mollare tutto | É tutto oro quello che luccica?

Cambiare vita e mollare tutto: 2192 giorni dopo la partenza, bilancio semiserio della vita di una expat.

Esattamente 6 anni fa salivo su un aereo diretto in Thailandia con un biglietto di sola andata.

Partivo piena di energia, di curiosità, carica come una molla. Avevo voglia di mettermi alla prova, di fare questa esperienza, prima che fosse troppo tardi, ma solo ora posso comprendere che non avevo minimamente idea di quello che stavo per fare. Serve tempo per capire come funziona “il giro del latte” fuori da quelli che sono normalmente i tuoi spazi. Certo bisogna anche considerare quello che lasci; penso che sia molto meno complicato per uno “scappato di casa” che non ha niente da perdere. Io avevo molto da perdere invece, ma sono cresciuta “agonista”, ho sempre amato le sfide.
Ricrearsi una vita in un paese nuovo alla soglia dei 40 anni è storia molto meno romantica di quello che la gente immagina. Trasferirsi all’estero significa ricominciare, buttare alle ortiche tutto quello che hai creato, una reputazione, una carriera, una certa credibilità come persona. Lasci anche tutte le tue certezze, i tuoi punti di riferimento, i tuoi affetti.

Già, gli affetti.

Ricominci dallo zero assoluto, con una carta di identità con scritto “Signora Nessuno”. Non che a casa fossi una star, per carità, ma vengo da una città di 100.000 anime nella quale la mia piccola buona reputazione mi apriva molte porte. Qui non conoscevo nessuno, non avevo alcun contatto, alcuna raccomandazione. Nessuno mi stava aspettando per darmi il benvenuto e ciò non lo dico perché avrei voluto qualcuno ad aspettarmi al porto, ma solo per rendere l’idea di quanto si è soli appena trasferiti all’estero. Questo senso di solitudine rimane per lungo tempo, forse per sempre. In un posto come l’isola nella quale vivo c’è un continuo via vai di persone, chi si ferma una settimana, chi qualche mese, chi qualche anno, ma tutti prima o poi se ne vanno, giusto giusto quando avevi iniziato a considerarli amici. E quindi regolarmente ti ritrovi a salutare qualcuno all’aeroporto con gli occhi umidi e a pensare “ricominciamo”.
Oggi mi ritrovo in una sorta di “Terra di mezzo”, nella quale mi si dice che non sono più italiana (“e ma tu cosa vuoi saperne che sei là”) e mai sarò Thai, per tantissimi motivi, in primis perchè non mi interessa, secondo poi perchè è impossibile sotto tutti i punti di vista, sia legale che culturale che umano. Questo lo sottolineo perchè tutti i vari commenti dall’Italia dei primi mesi, i vari “come sei fortunata” “beata te” mi facevano venire da piangere, perchè era chiaro che nessuno fosse in grado di capire quanto ti devasta la solitudine che nessuno, a parte te, vede. Si perchè qui sono arrivata da forestiera e sono stata guardata per settimane con la diffidenza con cui tutti tendiamo a guardare ciò che è nuovo. Ero la faranga nuova. Quando vivi all’estero tutti, con malizia o per ingenuità, ti fanno notare e pesare che non sei del posto e tu ti sforzi di sorridere intanto che pensi “ma chi me l’ha fatto fare”.
Poi giorno dopo giorno vivi la tua vita nuova, nella quale alterni momenti di estrema euforia a sconsolatezza altrettanto estrema. Passi dalle stelle alle stalle perché tutto quello che ti succede è estremamente amplificato e tu stesso non sei mentalmente molto bilanciato, ma poi pian piano la tua nuova vita prende forma, ti ricrei una nuova identità, ti ambienti, ti ADEGUI, plasmando la tua personalità il più possibile. Non puoi pensare di rimanere quello che eri, devi cambiare e adattarti camaleonticamente a ciò che ti circonda. La quotidianità dell’expat ha sempre una dose di problemi da risolvere, spesso banali, ma tanti. Piano piano però mi sono reinventata con un nuovo lavoro, un ritorno al ring, un giro di nuove conoscenze internazionali, una lingua da imparare, nuove abitudini, nuove esigenze, nuovi traguardi.

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Cambiare vita | Cosa mi ha dato fino ad ora questa esperienza?

Mi ha dato tanto, mi ha cambiata, migliorata, insegnato che si può rinunciare a tante cose che credevo fondamentali, che si può ricominciare mettendosi in gioco, imparare, allargare gli orizzonti. Ho imparato che il paradiso non esiste, ma che si può avere una qualità della vita migliore se ci si mette in gioco con buona volontà. Ho imparato anche che gli amici veri sanno starti vicino anche da lontanissimo, che avere un compagno di vita giusto è una grandissima forza. Ho imparato che quello che davvero mi serve, parlando di oggetti, sta in una valigia. Ho dovuto scegliere cosa mettere in quella valigia e l’ho fatto con grande difficoltà, ma ora so che tutto il resto era un inutile “di più”.

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Cambiare vita | Consiglio questa esperienza ad altri?

Certo, fortemente. Provate, partite, siate curiosi, mettetevi alla prova.
Ad oggi posso dire che sono felice, si, felice. Non so ancora dove mi porterà il futuro, non credo rimarrò qui per sempre, anzi ne sono certa, ma so che una volta fatto il grande salto potrò farlo ancora e ancora, senza avere paura.

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About Nostramanus

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Quando ero piccina ho iniziato a parlare e a camminare molto tardi, forse è per quello che non ho mai più smesso! La curiosità è femmina e quindi mi appartiene, amo viaggiare e vedere con i miei occhi luoghi, culture e abitudini diverse dalla mia. Da qualche anno vivo stabilmente a Koh Samui in Thailandia e la amo profondamente con tutti i suoi pregi, difetti e contraddizioni e posso dire con assoluta certezza che quest’isola, ormai, non ha più segreti.

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