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Ho Chi Minh City

Ho Chi Minh City | Cosa fare in un weekend

Ho Chi Minh City: una visita breve, ma intensa, fra luoghi storici, musei, spettacoli, ristoranti e shopping, in una città piena di contrasti.

Ho Chi Minh City | Il famigerato visto per il Vietnam

Ho deciso di partire per Ho Chi Minh City davvero all’ultimo minuto e, prima della partenza, avevo letto tutto ed il contrario di tutto sul famigerato visto per il Vietnam. Ora posso dire di sapere come funziona, yayyyyy!
Se sei cittadino italiano, se ti fermi massimo 15 giorni , se hai già un biglietto di uscita e se non sei stato in Vietnam negli ultimi 30 giorni, NON avrai bisogno di alcun visto; una volta arrivato andrai direttamente all’immigrazione e te la caverai con un timbro. A causa di queste regole, la compagnia aerea con cui viaggerai potrebbe voler studiare a memoria tutto il tuo passaporto alla ricerca di altri timbri di ingresso in Vietnam (come nel mio caso con AirAsia), quindi, anche se hai già fatto il check in online e hai in mano le carte di imbarco, dovrai passare dal “normale” check in.

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Ho Chi Minh City | Dove dormire

Ho alloggiato in zona 1 a poche centinaia di metri da Le Lai che è una delle vie più famose di Saigon Ho Chi Minh City, in un hotel davvero carino che si chiama Bay

La stanza super pulita, moderna, ottimo servizio e, attenzione attenzione, free bar: piccoli gesti che mi fanno pensare che quando ritornerò in città facilmente sceglierò ancora loro.
NB: il Bay Hotel organizza, a pagamento, il transfer dall’aeroporto alla cifra di 600.000 Dong a macchina (quindi massimo 4 persone), circa 25 euro; comodo, preciso, ben organizzato e blablabla, ma la stessa tratta al contrario con un normale taxi è costata 150.000 Dong, circa 6 euro, inclusa la mancia. Ho usato la compagnia Vinasun, che usa il taxi meter, mettendoti al riparo da spiacevoli scam o discussioni.

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Ho Chi Minh City | Tour

Visto che il tempo a disposizione era poco, ho deciso di affidarmi ad un tour organizzato per poter visitare i luoghi di interesse storico di Ho Chi Minh City accompagnata da una guida. Il Vietnam ha una storia lunga e tormentata e quello che sappiamo è spesso preso dai film, quindi volevo assolutamente sentire i racconti dei “locals”. Non sono stata tanto a sbattermi, ho prenotato tramite l’hotel un tour di una giornata offerto da una compagnia che si chiama Asiana Link con la quale mi sono trovata davvero bene. Costo della giornata, inclusa guida con ottimo inglese, pranzo, trasporti e tutti i biglietti vari di ingresso: 1.100.000 Dong a persona, circa 45 euro.

Ecco le varie tappe:

  • Ufficio Centrale delle Poste di Saigon: questo ufficio postale è tutt’ora operativo e si trova nel centro della città, vicino alla Basilica di Notre-Dame di Saigon,  cattedrale di Ho Chi Minh City. L’edificio è stato costruito quando il Vietnam era ancora parte dell’Indocina francese, alla fine del 19° secolo. Presenta uno stile gotico rinascimentale con influenze francesi. All’interno dell’ufficio postale troverai anche una serie di negozi di souvenir.
  • Cattedrale di Notre-Dame: è considerata una delle principali attrazioni della città e uno degli edifici più belli di tutto il Vietnam. É stata costruita nel 1877-1880 dall’architetto francese J. Bourad, presenta una facciata neo-romanica, con due torri identiche oltre ad una statua della Vergine Maria di fronte all’ingresso. Onestamente non ho trovato questa chiesa così interessante, in Italia (e nel resto del mondo) ne abbiamo di decisamente più belle.
  • Jade Emperor Temple / Fu Hai Monastery: ho avuto la fortuna di capitare in questo tempio nel mezzo di una cerimonia religiosa e, pur essendo atea, sono rimasta come sempre colpita dall’energia che sprigionano alcuni riti. Il tempio merita una visita. Fai attenzione che la zona di questo tempio pare essere meta prediletta dai borseggiatori e la quantità infinita di gente che c’è di certo non aiuta. Fai molta attenzione al portafogli, tieni lo zaino davanti e diffida da qualsiasi mossa sospetta. E’ l’unico posto dove ho percepito che un po’ di attenzione in più non avrebbe guastato.
  • Palazzo della Riunificazione: di questo palazzo mi sono fatta più o meno la stessa idea della Cattedrale. Il classico posto “niente-di-speciale”, soprattutto dal punto di vista architettonico, che loro “vendono” come l’ottava meraviglia del mondo. In realtà una visita è dovuta per capire come le cose potevano essere viste e percepite durante la guerra. All’interno decine di stanze e saloni, perfettamente mantenuti ed arredati; l’intero edificio è stato conservato esattamente come quando era ancora il Palazzo Presidenziale del Vietnam del sud ed è pieno di oggetti di quel periodo, comprese radio, telefoni e apparecchiature per ufficio. Il Palazzo della Riunificazione di Ho Chi Minh City è stato il luogo in cui si concluse ufficialmente la guerra, dopo che un carro armato nord-vietnamita varcò il cancello di ingresso il 30 aprile 1975. Nel palazzo avrai l’occasione di visitare le varie sale bunker ed il centro di controllo.

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Fino a qui, penserai, nulla di speciale….ed in effetti hai ragione. Il “bello” della parte storica di Ho Chi Minh City deve ancora venire.

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  • Museo della Guerra: questo è uno dei posti che davvero tocca il cuore e che merita una lunga ed attenta visita. Per correttezza devo dire che, più che di un museo vero e proprio, si tratta prevalentemente di una galleria fotografica, una lunga serie di immagini che ti fanno ripercorrere momento per momento quella triste pagina di storia che è stata la guerra del Vietnam. Ti consiglio di salire direttamente all’ultimo piano e poi scendere lentamente verso il piano terra. Prenditi tutto il tempo che ti serve e uscirai da quel museo con le idee molto più chiare e con una certa pesantezza nel cuore. Oltre alle foto potrai ammirare (all’interno ed all’esterno del museo) alcuni cimeli della guerra del Vietnam, fra cui aerei, carri armati, elicotteri e altre armi da fuoco, recuperati dai campi di battaglia. Di fianco all’edificio principale troverai la riproduzione delle “gabbie per tigri”, minuscole e raccapriccianti celle in cui i militari sud-vietnamiti rinchiudevano i prigionieri Viet Cong, insieme ad alcuni attrezzi di tortura.
  • Cu Chi Tunnels: I tunnel di Cu Chi si trovano a circa un’ora di macchina da Ho Chi Minh City. In posti come questo il “circa” è obbligatorio, perché potrebbero volerci anche un paio d’ore, dipende dal traffico.
    Il distretto di Cu Chi è quello che, durante la guerra, è stato il più deforestato, devastato, bombardato e avvelenato con una serie infinita di sostanze chimiche, tra cui il famigerato “Agent Orange”, nome in codice dato dall’esercito statunitense a un potentissimo defogliante. La vegetazione, nel frattempo, è tornata rigogliosa, ma, a causa delle piogge che spingono i veleni sotto terra, le falde acquifere sono ancora oggi inutilizzabili.
    I tunnel sono stati scavati negli anni 40, sotto l’occupazione francese, per nascondere generi alimentari che sarebbero stati tassati in maniera proibitiva, per sfuggire alla leva obbligatoria e difendersi dagli attacchi dei francesi, oltre che per tenersi in contatto fra i vari villaggi.
    Negli anni ’60 la rete di tunnel sotterranei è stata estesa fino a raggiungere i 250 km. di lunghezza, su diversi livelli: a 5/6 metri di profondità si trovavano i dormitori, le cucine, le scuole, gli ospedali e fabbriche di armi, più in basso il livello della guerriglia.
    I tunnel erano muniti di trappole (che vedrai esposte) e di un laboriosissimo sistema di aerazione.
    La parte di tunnel percorribile dai turisti è stata allargata apposta, anzi a dire il vero è stata RADDOPPIATA in misura e, ciononostante, i tunnel sono ancora incredibilmente piccoli, diciamo circa 60 cm di larghezza e un metro di altezza. Ci sono solo 60 metri “aperti al pubblico” lungo i quali trovi un’uscita ogni 20 metri, nel caso in cui non ti sentissi bene. A meno che tu non sia estremamente claustrofobico DEVI assolutamente entrare, così come DEVI assolutamente provare ad infilarti nella botola di ingresso che è rimasta delle dimensioni originali.
    All’interno di Cu Chi hanno allestito un poligono di tiro, a causa del quale, durante tutta la visita ai tunnel, sentirai spari in sottofondo il cui eco ti farà davvero venire la pelle d’oca.

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Il giorno successivo mi sono dedicata alla classica “scarpinata”, per godermi la città di Ho Chi Minh City al meglio e con i miei tempi. Cartina alla mano sono andata alla ricerca di:

  • Nguyen: Nguyen Hue Street è una ampio viale pedonale nel mezzo del Quartiere 1 nel centro della città. Questa zona pedonale è fiancheggiata da alcuni edifici coloniali francesi come il People’s Committee Building, l’Hotel Rex e un lussuosissimo centro commerciale. Davanti al People’s Committee Building c’è un’imponente statua di Ho Chi Minh e una fontana che, specialmente di sera, incanta con i suoi giochi d’acqua. Il viale si percorre in una decina di minuti: è bello camminare su Nguyen Hue Street senza avere l’ansia di essere travolto da uno scooter, oppure sedersi su una delle panchine per avere uno spaccato di vita quotidiana e la routine della gente del posto.
  • Hue Ben Thanh Market: è il più grande mercato turistico di Ho Chi Minh City, più che grande direi immenso, a dire il vero. Al suo interno incontrerai davvero tutto il mondo, donne velate malesi, gruppi di turisti cinesi e viaggiatori occidentali in pantaloncini e canottiera, mondi diversi, culture diverse, ma tutti ugualmente sorpresi dalla quantità industriale di cose in vendita. Montagne di t-shirt, souvenir in legno, ceramiche, orologi, gadget digitali, cibo di ogni genere, crudo o già cucinato, e qualsiasi altra cosa possa venirti in mente. Le bancarelle ed i negozi sono ordinatamente divisi in categorie merceologiche (ma non essendo in Giappone non che la divisione sia alla fine così precisa come loro credono). Tranne che nei ristoranti e negli snack bar i prezzi sono da contrattare, come in buona parte del Sud Est Asiatico.
  • Bui Vien Street: è la zona giovane e dei backpackers, simile sotto vari aspetti alla più famosa Khaosan Road di Bangkok. È il posto giusto se cerchi la vita notturna, bar, ristoranti e movida in generale.
  • Dong Khoi Street: a soli 100 metri dal Nguyen Street, Dong Khoi è la zona dello shopping. Praticamente impossibile venir via a mani vuote!!!

Ti consiglio caldamente di andare al “Golden Dragon Water Puppet Theater” e di goderti lo spettacolo, davvero bello sia per i grandi che per i più piccini. Questo show di marionette sull’acqua dura circa un’ora, con personaggi animati che “parlano” e danno vita a scene tipiche della vita vietnamita, divisa in episodi: ovviamente non capirai una parola, ma è tutto talmente ben fatto che ne sarai affascinato. Un plauso speciale va all’orchestrina che accompagna dal vivo con musiche e canti, sono molto espressivi e divertenti. Un trionfo di luci, colori ed emozioni sul filo dell’acqua, di cui non capirai “il funzionamento” fino alla fine, quando i vari “manovratori di burattini” usciranno per il saluto finale. Meglio presentarsi con certo anticipo alle casse, essendoci spesso il tutto esaurito, o, meglio ancora, prenotare prima.

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Last but not least: CIBO.

Ho mangiato bene ovunque a Ho Chi Minh City, però ci sono alcuni posti che mi sento di consigliare. Nel dettaglio:

5Ku Station: classico BBQ vietnamita, nel quale puoi scegliere cosa mangiare da un fitto menù (clicca per vederlo) che include QUALSIASI cosa commestibile; il tuo ordine sarà poi cucinato da te utilizzando il BBQ che ti porteranno al tavolo. Ottimo staff, bella atmosfera, pieno di gente e di energia.

Pho hai thien: ristorantino super basico e davvero senza pretese, ma pare che sia l’unico posto in città che serve i noodles dai colori meravigliosi e dal sapore particolare, ottenuti solo ed esclusivamente dalla lavorazione di sostanze organiche.

Quán: Quán è un elegante ristorante distribuito su 4 piani, oltre ad un graziosissimo giardino esterno. Il menù è vario e davvero eccellente, con prezzi più economici di quello che sembra e alla portata di tutti. Vantano i migliori prodotti alimentari di Saigon, scelti con estrema cura da tutto il paese. I piatti sono preparati in una cucina a vista, dove potrai vedere esperti chef cucinare un mix di erbe orientali, spezie e salse, insieme ad ingredienti freschissimi e naturali.

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Quando ero piccina ho iniziato a parlare e a camminare molto tardi, forse è per quello che non ho mai più smesso! La curiosità è femmina e quindi mi appartiene, amo viaggiare e vedere con i miei occhi luoghi, culture e abitudini diverse dalla mia. Da qualche anno vivo stabilmente a Koh Samui in Thailandia e la amo profondamente con tutti i suoi pregi, difetti e contraddizioni e posso dire con assoluta certezza che quest’isola, ormai, non ha più segreti.

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