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Nepal | Kathmandu, io e la mia reflex

Nepal, da anni in agenda, è giunta l’ora!  Bangkok-Kathmandu passando per Kuala Lumpur.

17 gennaio  ore 9:33      Bangkok
Bangkok-Kathmandu passando per KL, dai tropici all’Himalaya passando per l’equatore. Same same Milano-Oslo passando da Tunisi.

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In volo a un paio di ore dall’arrivo a Kathmandu, 1 ora di tramonto.

17 gennaio  ore 13:11      Kuala Lumpur
Al Klia 2 WiFi gratis per 3 ore. Sfilata di 200 sciatrici di Hakuba 2016. Dio benedica le teenager spudoratamente scollate. Ho trovato al duty free tabacco Larsen virginia-cavendish 100 g a 20 euro…ma dove sta Hakuba?
Hostess thai di AirAsia fotografata. “Ma alla mia collega le hai già fatte?”. “No, scusa ho scordato come si dice cofano in thai…”.
Ma dove cavolo sta Hakuba?

17 gennaio  ore 13:19      Kuala Lumpur
E pensavo che fosse strano il fuso orario smezzato della Birmania…Nepal +5:45…pazienza.

17 gennaio  ore 13:31      Kuala Lumpur
4 ore di attesa qui (Kuala Lumpur), uno spasso.

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Gate del KLIA 2 a Kuala Lumpur

18 gennaio  ore 14:36       Nepal
Un grazie di cuore a Eddy che mi ha suggerito di venire a Kathmandu. Assieme a Nyaungswhe, il posto più bello che abbia mai visitato. Il paradiso del fotografo…altro che Everest.
Certo se esistesse un pulsante “dai una scaldatina” farebbe piacere, ma oggi ho notato con gusto che sul letto mi hanno messo… addirittura le coperte.

18 gennaio  ore 19:26      Nepal
I nepalesi, simpatici:
-Cosa ne pensi del Nepal?
-Bellissimo, e tu che ci vivi?
-Brutto, piccolo e sporco.
-Ah sì, ti farei vedere io un paio di cose…

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Barbiere per le vie di Kathmandu

18 gennaio  ore 21:41      Nepal
Tempio del “dio bianco”.
Peccato che il dio lo stessero lavando.
Sul serio, gli facevano le abluzioni con la spugna, dopo averlo portato in un lato del tempio.
Hanno dei templi stupendi, unico problema li fanno sovraffollati di strutture e incastrati in mezzo metro di spazio.

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Tempio di Seto Machhendranath

18 gennaio  ore 21:47      Nepal
Tempio del “dio dei cani”.
E non facciamo battute che poi magari arriva la punizione.
Illuminazione meno che ideale, qui si passa dall’oscurità totale di sera e notte, al sole che spacca le pietre di giorno. Scalda poco ma rovina bene le foto.

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Tempio di Akash Bhairav

18 gennaio  ore 21:55      Nepal
Ieri sera mi sono safamato con pollo alla Kiev, non conosco la ricetta, ma è una roba tanto buona da mangiare anche il piatto. Cena in camera: 10 euro mancia inclusa. Con boccione di tè nepalese, perché in camera non ci sono le bottiglie, c’è una brocca d’acqua che non so da dove venga e da quanto mi attende. Ieri c’era dentro un moscerino, oggi li devo ancora contare.

19 gennaio  ore 0:34       Nepal
Risolto l’enigma: devo viaggiare in paesi dove hanno gli occhi a mandorla ellittici e simmetrici.
Vietnam, Myanmar, Cina e Nepal.

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Ragazza nepalese a Thamel

19 gennaio  ore 0:49      Nepal
Per il giovincello che mi ha chiesto della “vita notturna”.
Ho persino mal di schiena…alle 7 di sera chiude tutto, resta aperto qualche ristorantino per nottambuli per cenare e qualche discopub peccaminoso con insegne ammiccanti (immagina la Thailandia e pensa al suo opposto antipodico), solo che dato il buio e il freddo passa la voglia di muoversi 5 minuti dopo essere usciti. Discoteche e discobar con lucine natalizie nel buio interstellare, con musichine di canzoncine indiane stridule a un volume che supera la barriera del suono. Io sempre afflitto da “malesseri speciali” preferisco davvero andare a dormire. Comunque le nepalesi mi sembrano sempre di più un incrocio tra birmane e balinesi. Chissà come hanno fatto a tenerle nascoste tutto questo tempo.
Su qualche insegna c’è scritto persino Bhutan Tour, vergogna!

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Vie di Thamel di notte, 11 di sera

19 gennaio  ore 18:31      Nepal
Oggi solita giornata strappalacrime. Templi rasi al suolo dal terremoto.
Ok li costruiscono male, ma sono proprio livellati. Bambini che si lasciano fare le foto, do 1 euro a uno e ne arriva una squadriglia pronti in posa con sorriso fin dietro le orecchie. Do 1 euro anche a loro e se ne vanno tutti felici. Dopo un attimo ne sento uno che piange dalla strada. La madre si è presa le 100 rupie e gliene ha lasciate 5 per tenerlo buono. Qui 1 euro cambia la giornata. Chiedo a una ragazza stupenda se posso farle una foto ma dice di no, le chiarisco che al massimo la pago, ma ancora no. Sono in un quartiere dove dopo il terremoto c’è poca roba in piedi, ma la dignitá è intatta. Torno al tempio ma inizia a fare freddo. Cerco un bar per un tè e sulla strada incontro una ragazza piegata in 2 dal peso di un carico che le parte dalla testa e le arriva sotto le anche. Cerco di fare una foto per far capire cosa si portano sulla schiena, ma si fa scudo con la mano ridendo…poi noto che è la stessa ragazza che 10 minuti prima ha rifiutato dei soldi per una foto. Certi popoli non basta un terremoto a schiacciarli…

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19 gennaio  ore 20:27      Nepal
Ancora tanto di cappello a Eddy che mi ha consigliato il paese, ma non sono fatto per questi posti: bambini che non chiedono i soldi, ma quando lo fanno è con un’insistenza non indifferente, gli spiego che ho solo gli spiccioli in tasca e niente da dargli. “Allora va bene anche cibo”, dicono. Ma io il cibo lo finisco sul momento, non me lo porto certo in giro. Poi mi ricordo che stamattina una signora e suo marito hanno lasciato che scattassi loro delle foto al “negozio” della verdura, ho dato dei soldi ma mi hanno detto che “non potevano accettarli”…1 euro…Mi hanno riempito un sacchetto da spesa di dolci e hanno tagliato una fetta di torta e l’hanno infilata dentro pure quella. Non l’ho certo lasciata marcire nel sacchetto, non era avvolta in niente e ma la sono mangiata al volo, squisita. Mentre il bambino insisteva ha iniziato a dirmi: “va bene anche del cibo”. “Ma caro mio non ho cibo con me, sono in giro dalle 8 di mattina…sono le 7 di sera. Aspetta che controllo, forse mi è venuto in mente che ho qualcosa, ma non so se ti piace. Guarda un po’, dolci nepalesi, li vuoi?”.
“Sì grazie, ma posso darne un po’ anche al mio amico qui?”.
O_O
“Facci quello che vuoi, spero che ti piacciano perché io non so cos’è, ma non ho altro”.
“Grazie, grazie, dio ti benedica”.
Sarò retorico, ma tra me e me penso: “Il tuo dio e gli altri 150 che adorate si stanno facendo i cazzacci loro da un pezzo”.

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Thamel, coppia in negozio di dolci locale

19 gennaio  ore 20:52      Nepal
Scenario da farmi diventare “credente convinto”: una moto di alta cilindrata, accanto ad un tempio devastato dal terremoto, accanto a una casa sul cui 2° piano c’è un uomo, ride, forse sta parlando al telefono mentre ha lo sguardo perso all’orizzonte. Lo osservo per capire, ha in mano una giraffa gonfiabile blu, continua a ridere e a fare segno di no con la testa. Si volta verso il mio lato e continua a ridere, a tratti sventolando la giraffa blu. Rimane così a ridere e parlare da solo per una mezz’ora da un’abitazione di cui rimangono i piani e un lato del muro, sventrata. Davanti al tempio tra i mendicanti vedo questa ragazza immobile, stravolta e impassibile. Non fa un gesto nemmeno quando le infilo in mano dei soldi. Accanto al tempio induista, una bella effige di Buddha a colori vivaci su un muro piastrellato che una volta doveva essere stato bianco.
Ho sempre ritenuto dei cretini quelli che devono andare fino in India per avere le crisi mistiche, ma sta succedendo anche a me, solo al contrario.

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Mendicante nei pressi di Durbar Square

19 gennaio  ore 21:01      Nepal
Sita. Venditrice simpatica che come la maggior parte dei nepalesi si esprime con un ottimo inglese. Pessima capacità di trattare.
-“Ecco i soldi per le foto di stamattina (3 euro), mi dispiace ma dopo una giornata è quello che mi è rimasto”.
-“Non ti preoccupare, vanno bene anche 100 dollari, li cambio io”.
-“Ah ah, ok…” 🙂

Solo mi sono un po’ rotto le scatole di fare le foto mosse perché è sempre buio.

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Sita, venditrice nepalese a Durbar Square, Kathmandu

19 gennaio   ore  21:44      Nepal
Pillole di induismo dalla mia guida.
“Lo vedi quel quadro: Shiva, il figlio Ganesh e la moglie Parvati. Sai che una volta anche Ganesh aveva la testa umana…
Shiva stava facendo la guardia mentre Parvati si lavava nel lago, dopo averlo istruito di non far passare nessuno.
Shiva aveva procreato con la moglie, ma non lo sapeva, perché lei non gliel’aveva detto e lui era stato 9 anni in battaglia a distruggere i demoni (uno con le palle).
Ganesh si avvicina al lago, ma Shiva non riconoscendolo gli intima che non può passare. Anche gli altri dei accorrono, tra cui Brahma e Visnù.
Ganesh insiste di voler passare, ma il buon marito continua a ripetergli che la moglie si stava lavando e stava mangiando i suoi dolcetti preferiti (davvero).
Allora dopo l’ennesima insistenza Ganesh fa per passare ignorandolo, ma Shiva prende il suo tridente e gli mozza la testa, proprio nel momento in cui Ganesh grida “madre!”.
La moglie Parvati accorre per capire cosa sia successo. Le altre divinità alzano le mani per indicare che non avevano fatto nulla, era stato suo marito Shiva.
Vedendo Shiva e la testa mozzata lei gli chiarisce che ha appena ammazzato il loro figlio. “Ora o mi ridai mio figlio, o io distruggo tutto quello che esiste al mondo, inclusi gli uomini”.
“Non posso rimettere la testa di Ganesh sul suo corpo dopo averlo ucciso con questo tridente, ormai è fatto, ma posso rimpiazzarla con la testa di un essere vivente che morirà nelle prossime 24 ore”.
Allora uno si dirige al nord e uno a sud, ma non trovano niente. Poi Shiva prova con l’est, perché dall’est sorge il sole, e trova un cucciolo di elefante bianco morente.
Attende la morte della bestia, gli tronca la testa e la posiziona sul collo di Ganesh, che torna in vita”.

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19 gennaio ore 21:56      Nepal
2 ragazzine molto carine si fanno selfie vicino all’effige di un dio che scanna qualcuno o qualcosa, chiedo “coreane?”. “No cinesi…ah ok, carine!”.
Mentre sto per uscire, un nepalese guida di trekking mi ferma per sapere se ho intenzione di farmi un giro di trekking.
Nel frattempo le guardie bloccano le 2 cinesi che entrano di nuovo, senza biglietto.
Una guardia blocca una e un soldato discute con l’altra.
Le due, imperterrite, se li levano di torno ed entrano facendo finta di niente e di non parlare inglese…per non pagare 10 euro di biglietto per vedere circa 38 costruzioni e templi, un’area molto grande che sicuramente vale quella cifra.
I soldi sarebbero andati alla ricostruzione degli stessi templi, ma loro “poverine” volevano solo farci le foto, solo prendere e non dare.
Mentre una entra, il soldato si gira verso la guida che gli gridava di bloccarla: “…e cosa devo fare, la prendo per le braccia?”.

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19 gennaio ore 22:15      Nepal
Foto da non credere:
mentre fotografo un tempio, dei bambini mi dicono “hello bye bye”.
Domando se vogliono fare delle foto. Al primo giro mi chiedono di rifarle perché uno di loro era nascosto dietro e non si vedeva.
al secondo giro arriva un cane…e si infila nel gruppo.
Mi chiedono di rivedere le foto, si stringono a cerchio attorno a me…e a un certo punto torna anche il cane e si mette a guardare le foto con noi.
Non so se sono in coma da gelo o è vero.

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Bambini pronti alle foto con cane intruso

20 gennaio ore 00:35      Nepal
Il dinamico duo contaminato dai gesti occidentali. Domani gli porterei un pacco di dolci vari ma secondo me non è una grande idea. Che si porta ai bambini che non gli venga preso dai genitori?

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Coppia di bambini tra le case e le macerie a sud di Durbar Square

20 gennaio   ore 01:12      Nepal
Disegnatrice nepalese al tempio con le incisioni zozze (che posterò e fb mi cancellerà).
Simpaticissima, sarà che quando sono svegli e parlano inglese alla perfezione mi stanno simpatici.
Porco giuda mi sono dimenticato di chiedere come si chiama. E il numero. E il segno zodiacale. E dove abita. Sicuramente domani c’è ancora, ma ormai ho detto “ci vediamo domani” a 39 venditori…

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Studentessa disegnatrice a Durbar Square

20 gennaio   ore 16:34      Nepal
Finalmente dopo la giornata strappalacrime arriva la giornata strappafoto. Mi sono rotto le scatole di foto da schifo e ho tirato fuori il tele e 2 macchine. Ho portato 3 sacchi di dolci locali ai bambini di ieri per good-luck-buddha-happy-new-year-no-pompem-sabai-sabai-karma e tutto il resto.
Ho trovato Sita fuori dal suo negozio-capanno, si è lasciata fotografare persino sorridendo e senza cercare di vendermi elefantini di legno a 25 euro il pezzo con aria convinta.
Per cui ho dovuto festeggiare dando ai bambini dei Kinder sorpresa e plum cake nepalesi. Quando ho chiesto al venditore di darmene un sacco me l’ha richiesto 4 volte…2 euro in tutto, eppure era sorpreso, forse si preoccupava per il mio girovita.

20 gennaio   ore 16:41      Nepal
Visto che avevo pensato di leggermi la guida al bar, ma manca la luce e ho il wifi a scrocco…oggi mi hanno svegliato così, con la fumina della “cucina di emergenza” in tutta la camera. La cucina dell’hotel è moderna e attrezzatissima, ma quando manca la corrente probabilmente si usano anche altri metodi.

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Cucina tradizionale “di emergenza” dell’hotel

 

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Cucina interna moderna dell’hotel

20 gennaio   ore 20:19      Nepal
Oggi ha iniziato a fare un freddo cane alle 4 del pomeriggio, quindi alle 5 me ne sono andato a cena e alle 6 sono tornato a sistemare le foto.
Giornata cosmicarmica, ho ritrovato la disegnatrice…mi ha chiesto di aggiungerla a Facebook…lei…a me…glie l’ho pure detto che credo sia la prima ragazza che mi chiede una cosa del genere.
Ho ritrovato il donnino bellino e ancora non si è lasciata fare le foto, rideva come una matta divertita dai miei tentativi, siccome qualche foto sono riuscito a farla i soldi glieli ho lasciati con la forza. Non li vogliono proprio…Ho chiesto il nome, ma non mi ha detto nemmeno quello.

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Venditrice nepalese nei pressi di Durbar Square

20 gennaio  ore 20:35      Nepal
De karmorum et humanitatis nepalensis…
Ieri sera avevo dato il sacchettino di dolci a un bambino.
Oggi rivedendolo, o forse un suo amico, o forse lui che non mi riconosceva e io non riconoscevo lui…dopo che mi ha chiesto ancora cibo, gli ho detto che potevamo andare a mangiare assieme.
L’ho portato nel ristobar dove ho cenato la seconda sera.
All’inizio hanno tentato di cacciarlo appena ha messo piede nel locale, poi ho detto che era con me e a parte la faccia perplessa è tornato tutto a posto.
Abbiamo ordinato 1 piatto a testa di noodles col pollo.
Nell’attesa ha giocato con le mie macchine fotografiche, ha preso un po’ la mano fotografando i coetanei meglio-stanti sulla strada e si è sbevazzato una bottiglietta di pepsi in 2 sorsi…giuro…2 sorsi netti e nemmeno un “burp”.
Sono arrivati gli spaghetti, all’inizio ha provato a portare la forchetta alla bocca almeno a 5 cm dal piatto, poi dopo 2 secondi non ha resistito, faccia nel piatto e via a palate. Ero alla terza forchettata e lui aveva già finito. Ha iniziato a leccare il piatto con una foga che sembrava si volesse mangiare anche quello, allora gli ho dato altri 3/4 della mia porzione. Dopo che gli ho travasato mezzo piatto mi ha detto: “Basta, per me è sufficiente, mangia anche tu”. Io ho continuato a dargliene ancora, dopo che un pezzo di pollo gli è caduto a terra, è andato a raccoglierlo e se l’è infilato in bocca al volo come se fosse stato l’ultimo pezzo di cibo sulla faccia del pianeta.
Ha finito quasi tutta la mia porzione, ero preoccupato che non fosse abbastanza, ma lui anticipandomi soddisfatto ha ringraziato e ordinato un bicchiere d’acqua. Gli ho detto di prendere una ciambella da portare via o dei dolci, ma ha ripetuto che era sazio, un ciao con la mano e come un fulmine è tornato in strada.
Ho terminato di mangiare, mi sono scusato per il macello di cibo che ha lasciato nel raggio di 1 metro, sembrava fosse esplosa una fabbrica di alimenti, ho pagato e me ne sono andato. Dopo un paio di angoli l’ho rivisto, speravo di trovarlo tranquillo o che al massimo mi chiedesse ancora da mangiare, ma era già col sacchetto di colla alla bocca…credo abbia 12 anni, anche se mi ha risposto 10+7 con le dita.

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Vagabondo per le strade di Thamel

21 gennaio  ore 00:20      Nepal

Stavo pensando all’itinerario per domani, Patan e Bhakthapur su internet mi sembrano leggermente distrutte, Pashupatinath mi attira molto per la faccenda santoni.

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Santone “turistico” al tempo di Pashupatinath

21 gennaio  ore 22:11      Nepal

Se becco quello che mi ha mandato a Pashupatinath senza dirmi che ci cremano la gente…minimo gli offro un caffè.


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Cerimonie funebri a Pashupatinath

21 gennaio  ore 23:22      Nepal

C’è un tempo per ogni cosa.
Conviene cercare di usarlo al meglio.

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Cremazione a Pashupatinath

22 gennaio  ore 00:03      Nepal

Anche oggi molto soddisfatto, ho trovato una simpaticissima importunatrice-guida.

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23 gennaio  ore 11:04      Nepal

Ultimo giorno.
Lo voglio passare bene, magari torno alla stupa di ieri e visito un altro posto, tempo e foto permettendo.
Mi sveglio alle 8 dal gelo, ho addosso tutti gli strati che uso quando vado in giro eccetto il pile, ma non basta. Maglietta, camicia di flanella, maglione leggero, felpa, calzettoni da trekking.
Meglio così, l’ultimo giorno me lo voglio godere. Le batterie della macchina fotografia oggi le ho caricate in tempo. Scendo a fare colazione pimpante anche se triste. Ordino il solito aloo paratha, caffè, succo.
Subito la giornata prende una piega thriller, arriva l’indiano che ho visto ieri a colazione, con il suo turbante e i suoi vari strati di veli e teli, un noto ruttatore seriale.
Si siede direttamente dietro a me. Male.
Sono appena risceso dalla camera dove ero salto a prendere il cellulare per scattare un paio di foto e me lo trovo seduto lì a bersi il caffè, allora mi avvento sulla colazione che nel frattempo è arrivata, per finire in fretta ed evitare il peggio. Ho quasi terminato l’aloo e già lo sento ansimare…”ehh, ehh, ehh, ehh”. Non è una canzone di Vasco Rossi purtroppo (purtroppo?!?!), ma è lui che mi mette in guardia di ciò che potrebbe succedere.
Arriva la cameriera e mi chiede se voglio altro caffè, ma resisto ed evito, per accelerare i tempi. Bevo il succo che di solito è di un sapore acidulo, melograno ho scoperto, ma oggi è disgustoso: anguria.
Questo potrebbe darmi un’idea che sarà una giornata faticosa.
Il forestiero dietro di me ha cominciato a mangiare e la sua respirazione si è appena placata, quando torna la seconda cameriera e mi versa il caffè, dilatando smisuratamente i tempi della mia angoscia. Una corsa contro il tempo, siamo io, il lassi locale e le ultime 2 fette di colazione.
L’amico Fritz nel frattempo ha ripreso a respirare con l’affanno del maratoneta, mi infilo in bocca quel che resta a fette intere e cerco di finire prima di un immeritato castigo. Certo che 2 tazze di caffè la mattina potrebbero avere anche effetti peggiori.
Non fa niente, devo andare, mi alzo con il cibo ancora in bocca, non saluto nessuno e me ne vado prima del momento di amarezza…apro la porta…ultimi passi prima della salvezza…ingoio la fine del pasto e mentre salgo le scale eccolo, potente come i timpani dell’orchestra, roboante come un V8, fiero come un campione olimpico…ROAAAARRRRRR, il ruggito della tigre del bengala mi ha raggiunto.

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Colazione indiana al Manang Hotel, Kathmandu

24 gennaio  ore 04:36      Kuala Lumpur

Dal ruttatore seriale seduto direttamente dietro di me a colazione avevo già capito che la giornata sarebbe andata a cozze.
Rimango al tempio fino all’ultimo per fare foto. Arrivo in aeroporto al check-in accolto da un “ah bene, aspettavamo te”.
Al controllo passaporto trovo il simpaticone del momento sbagliato: “Passaporto. Ah ma sei fotografo?”
“No”
“Usi Canon?”
“Ce l’ho al collo”
“Come ti trovi?”
“(Per la miseria perdo il volo) Bene, ottima macchina, sempre tutto liscio”.
“Io ho una Nikon”.
“Wow, ottimo”.
“Ma non è buona”.
“Le Nikon sono buone”.
“Eh ma non è professionale”.
“Basta saper fare le foto, non serve che sia professionale”.
“Hmm….Forse cambio macchina, ciao buon viaggio”.

O_O

Alla coda del controllo (2 detector e 2 guardie per centinaia di persone) non ci pensano nemmeno di farmi passare, quindi altra mezz’ora in fila. Vorrà dire che mi aspetterà l’aereo.
L’aereo poi è mezzo vuoto, salgo affannato e la hostess e lo hostess filippini si fanno due risate. Ne approfitto per farmi 2 chiacchiere e 40 foto con l’hostess simpaticissima.
Ancora 2-3 voli da single e ho il catalogo AirAsia al completo.

Le cose precipitano quando un jap mi usa come interprete con un nepalese. Nessuno dei due sapeva l’inglese. Uno metteva solo la U in fondo alle parole. L’altro non capiva e diceva sempre “No” per sicurezza.

Jap: “I…wanted to know…He eatu foodu already?”
Io: “Non so, maybe”.
Nepalese: “No”.
(Ma se t’ho visto io che ti sbafavi il riso coi pesci puzzosi e mi ruttavi come un porco nelle orecchie).
Jap: “I reciviru foodu…I don’t want my foodu”.
Io e nepalese che ride: “Ok”.
Jap: “Maybe he want to eatu my foodu?”
Nepalese: “No”.
Si volta e mi ride in faccia con soddisfazione come dire “ho vinto io!”.
Samurai giapponese stroncato con due colpi da ninja, allibito, se ne va desolato.

Arrivo alla totale comprensione del mio stato catatonico quando a mezzanotte ora nepalese, le 3 malesi, vado in bagno, avevo il naso secco, decido di darmi una rinfrescata. Mi guardo allo specchio perplesso: “Queste salviettine asciugano davvero male, sono troppo lisce, ne ho pure usato un quintale, certo che fanno proprio economia su ‘sti voli.”
Dopo un attimo realizzo che mi stavo asciugando la faccia con i copritavoletta del wc.

Kuala Lumpur si rivede sempre con piacere. Tranne quando realizzi che stai spendendo 25 euro di camera, 30 di taxi e 10 di treno per uno stop over di 14 ore che poi si riducono a 6 per dormire e fare una doccia e ripartire con addosso scarpe da trekking, 2 paia di pantaloni e 3 strati di maglie appena sopra l’equatore.

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Ancora 2 ore di volo e si torna a Bangkok

24 gennaio  ore 19:39      Bangkok

Dall’Himalaya all’equatore in 24 ore.

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Panorama da Pasar Seni, Kuala Lumpur, prima del ritorno

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