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Thai integrato | Una settimana indimenticabile

Il Thai integrato: una settimana fra sterpaglie, topi, serpenti e formiche. Un’esperienza unica nella campagna thailandese.

QUEL TERRENO IN THAI

A prima vista quel terreno non suscitava particolare interesse; in Thailandia la pianura del centro nord sembra sconfinata e, se non ci si sofferma osservando e facendo un analisi più accurata, tutto sembra uguale.
Quei 10 RAI di terra, coperti da una folta vegetazione, nascondevano un frutteto con alberi di mango di varie specie e una casa in legno di teak, in vero stile thai; il tutto era abbandonato da diversi anni ed era quindi impossibile addentrarsi troppo nell’erba alta mista a grovigli di piante rampicanti, spesso pungenti come il filo spinato.

Decisi così di fare il necessario per ripulire il tutto e, nella mia mente, vedevo già il risultato finale: un posto ordinato dove poter camminare fra gli alberi, raccogliendo i frutti maturi nella pace della campagna thailandese ed appendere un’amaca sul terrazzino della casa in legno, dove sonnecchiare come se non ci fosse un domani.

KHONG ALL’ISOLA DEI FAMOSI

Il gruppetto di 4 ragazzotti radunato da Mister Khong (67), nessuno dei quali aveva meno di 68 anni, impiegò 7 giorni per completare il lavoro, mentre io cercavo di aiutare. Nonostante avessi meno della metà dei loro anni, non riuscivo proprio a reggere i loro ritmi.

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Mentre si avanzava con i lavori, venivano preparati dei cumuli con la vegetazione tagliata che poi, quando il vento la sera soffiava nella direzione giusta, veniva bruciata.
Il caldo era soffocante, il sudore colava a fiumi, le formiche rosse giganti mi azzannavano ovunque; quelle maledette che le devi proprio staccare a forza e non mollano la presa nemmeno se stacchi la testa dal corpo. Credo che l’inferno non sia così duro.
Osservavo Khong, un uomo dalla corteccia dura, un vero “KHUN THAI” d’altri tempi, sempre sorridente; sembrava non sapesse cosa fosse la fatica. Durante la pausa pranzo, non pago degli sforzi fatti in precedenza, andava addirittura a caccia!! (Al mattino si presentava sempre senza cibo per il pranzo.)
Lo vidi arrampicarsi sui cocchi per prenderne le noci, pescare rane nello stagno vicino, raccogliere nidi di formiche rosse pieni di uova, sfidare alveari per prenderne il miele, colpire topi di campagna estraendo in modo fulmineo e lanciando il suo machete a 5 metri di distanza, con la media di un colpo un centro!!
Lui, “Super” Khong , il pranzo se lo procurava cosi.  E pensavo a quei tipi della televisione italiana che piangevano affamati su quell’isola dei FAMOSI.
Se avessero inserito Khong fra i concorrenti, avrebbero mangiato tutti più volte al giorno e il famoso sarebbe diventato lui.

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LA BANDA DEL BUCO

Da buon pianificatore europeo, non ancora entrato nella spirale ascetica del  PANTAREI  tutto scorre, pensai che sarebbe stato utile avere acqua disponibile a soddisfare le esigenze del frutteto e feci quindi chiamare una ditta specializzata in pozzi.
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Inutile dirvi che quando vidi i potenti mezzi arrivare in loco iniziai a grattarmi dietro l’orecchio: quel camioncino era il progenitore della serie “TRANSFORMERS”, un’accozzaglia di ferri a “L” saldati alla meno peggio, un compressore modificato di quelli che usava Leonardo Da Vinci alcuni anni fa, tubi idraulici giuntati con pezzi di camera d’aria e soluzioni tecnico meccaniche di ultima generazione, insomma “UN’OPERA D’ARTE!!!!”

Esthaisiato, senza parole, restai a guardare immobile “LA BANDA DEL BUCO” all’opera.
Narra la leggenda, che il loro capo abbia lavorato per anni in Iraq ai pozzi petroliferi e che là abbia imparato i trucchi del mestiere.

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Non so come, non so perchè, ma dopo sole 4 ore di attività frenetiche “acqua fu“!!!

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Perfetto, a questo punto dei lavori bastava metterci una pompa elettrica per non avere mai più problemi di irrigazione.
Thai integrato si, ma non ancora del tutto convinto, scelsi un prodotto italiano, del cui antifurto si occupò un carrozziere esperto di Saleng.

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Ottimo lavoro!!!  Mi sentivo soddisfatto, ma la settimana non era ancora terminata, altre sorprese mi attendevano.

PITTY ESPROPRIATO

Procedendo nell’opera di pulizia, tutto quello che si muoveva veniva sistematicamente cucinato a pranzo. “PITTY” non fece quella fine, lui era nato li, quello era il suo territorio. Mi spiegarono che doveva esser rispettato, che quelli come lui erano una risorsa importante, e che aiutano i contadini a tener pulite le terre; quindi, tutti insieme, lo costringemmo a lasciare la sua casa.

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Fiero ed insistente, non voleva saperne di andarsene e, nei giorni seguenti, Pitty cercava di riconquistare il suo regno. Non rimase altra scelta che catturarlo, portarlo via con un Pick-up e liberarlo a diversi chilometri di distanza, in terre vergini.
Dopo gli interminabili lavori dei giorni precedenti, il mio umore ne giovò: finalmente avevo visto qualcosa di cui essere fiero.

Khong  VS  King Cobra

Ormai tutto era pronto, il frutteto pulito e l’irrigazione terminata quando Khong, armeggiando con la sua zappa non lontano dalla casa in legno, tutto d’un tratto si mise a fare gesti nella mia direzione. Non capendo, mi avvicinai, ma lui mi gridò di fermarmi, tenendo la mano destra appoggiata al gomito sinistro in un gesto finalmente riconoscibile: le sue braccia avevano la chiara posizione di un cobra pronto ad attaccare.

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Adrenalina a mille, mi allontanai una decina di metri ma senza mai perderlo di vista; Khong nel frattempo rovistava assatanato fra le pietre. La mia preoccupazione svanì presto, sapevo che Khong non avrebbe mollato per primo, la fine di quel serpente era segnata!
Gli bastarono 6 minuti d’orologio per scovarlo e metter fine alla sua esistenza; dopo 7 giorni vidi finalmente Khong sorridente mentre fiero teneva il serpente morto per la coda e, pur tenendo la mano alzata, la testa del serpente toccava terra.
Io mi sono sentito parte di un qualcosa talmente lontano dalla mia storia: solo un anno prima non avrei nemmeno lontanamente potuto immaginare che avrei potuto vivere certe emozioni.

LA PROVA DEL CUOCO

La giornata di lavoro era terminata e, come tutte le sere, caricammo le nostre cose sul Pick-up ed accompagnai Khong a casa.
Durante il tragitto mi disse che avrebbe cucinato il cobra e poi invitato gli amici intimi per la grande occasione. Il serpente avrebbe dato forza e potenza ai commensali e ne avrebbe giovato anche la sua popolarità nel villaggio.
Decisi immediatamente che mi sarei trasformato nell’Antonella Clerici “de noantri”, documentando a mio modo l’evento.
Ecco alcune immagini della preparazione.

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La cosa che più mi divertì, fu riprendere con la mia piccola macchina fotografica tutta la sequenza che potete vedere qui.

Buon appetito.

About Nobody

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Ciao sono Ernesto ho superato i 9 lustri, frequento la Thailandia da 10 anni ed è il paese dove attualmente vivo e lavoro, cerco umilmente di raccontare l'Asia per come la vedono i miei occhi di Italiano residente.

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