Home / Notizie / Thailandia e Birmania | Dopo 250 anni si torna a morire di Scorbuto (carenza di vitamina C)
I pescatori scaricano il pescato da un peschereccio nel sud della Thailandia. Le condizioni di vita dei lavoratori del settore fanno di nuovo notizia, dopo che sei lavoratori su un peschereccio thailandese sono stati trovati morti la scorsa settimana a causa di una grave carenza di vitamina B1.
I pescatori scaricano il pescato da un peschereccio nel sud della Thailandia. Le condizioni di vita dei lavoratori del settore fanno di nuovo notizia, dopo che sei lavoratori su un peschereccio thailandese sono stati trovati morti la scorsa settimana a causa di una grave carenza di vitamina B1.

Thailandia e Birmania | Dopo 250 anni si torna a morire di Scorbuto (carenza di vitamina C)

In Thailandia e Birmania i lavoratori a bordo dei pescherecci sono sottoposti a condizioni e orari di lavoro estenuanti.

Min-Min (nome fittizio), un pescatore birmano, si ritrovò nel 2004 su un peschereccio thailandese al largo dell’Indonesia, costretto a lavorare in mare per anni contro la sua volontà. Racconta che “morire o ammalarsi a bordo dei pescherecci è routine“.

Egli ha testimoniato che due suoi colleghi sono morti a bordo del peschereccio commerciale, e, quando la barca ha ormeggiato, ha sentito storie di altri nove corpi che sono stati trovati su altre imbarcazioni, e di innumerevoli altri gettati in mare. I disturbi comuni, accusati da coloro che trascorrono lunghi periodi in mare, comprendono la debolezza degli arti, le difficoltà respiratorie, i corpi gonfi e la percezione sensoriale alterata. I medici, spesso diagnosticano che questi che problemi sono i sintomi di una malattia chiamata beriberi (molto simile allo scorbuto), causata da una carenza di vitamina B1.
Tuttavia, è praticamente impossibile per la maggior parte dei lavoratori sottoporsi a controlli sanitari, dato che trascorrono molti mesi in mare, e questo rende difficile alle autorità thailandesi verificare le loro condizioni  di salute.

La notizia della scorsa settimana, di sei morti – cinque cambogiani un thailandese – e 20 lavoratori malati, a bordo di un peschereccio thailandese di ritorno da un viaggio di nove mesi nell’Oceano Indiano, ha richiamato l’attenzione nel settore della pesca marittima. Le autorità sanitarie hanno dichiarato che le morti sono state causate da una grave carenza di vitamina B1.

La cura dello scorbuto è stata scoperta nel diciottesimo secolo, dopo aver appurato che veniva provocata da una carenza di vitamina C. Da allora, come rimedio, le navi cominciarono a trasportare rifornimenti di agrumi per l’equipaggio.

L’incidente, ha anche riportato alla memoria il noto caso della società Prapas Navi, che ha mantenuto le sue sei navi in ​​acque indonesiane per quattro mesi, dopo che la sua concessione era scaduta, causando 39 morti per fame.

Min-Min, 33 anni, che è stato molto malato in mare, dice di essere a conoscenza di membri dell’equipaggio che hanno sofferto di insufficienza renale, causata da anni a bere acqua di cattiva qualità, distillata da acqua di mare.

E’ normale per i lavoratori lavorare per tantissime ore, a volte anche giorni, senza pasti adeguati“, ha detto Min-Min che è riuscito a lasciare il suo lavoro nel 2007. Ha aggiunto che i suoi pasti comprendevano pesce e una piccola porzione di riso; verdura e cereali erano rari.

La maggior parte dei lavoratori, lui compreso, sapevano che le cause della loro malattia erano la malnutrizione e la stanchezza. Ma non potevano fare nulla a riguardo. Avendo alcuni di loro documenti falsi, Min-Min sospetta che molti lavoratori migranti sono stati vittime della tratta di esseri umani.

Ha detto che era conoscenza  dei problemi riguardanti la salute e la malnutrizione, ma che gli orari di lavoro, e le condizioni brutali, rendevano tutto questo irrilevante. Le armi dei padroni erano inoltre un ottimo incentivo per continuare a lavorare senza protestare.

Quando Min-Min si è spostato su di un altro peschereccio, nel 2012, questa volta volontariamente, è di nuovo finito in una situazione simile. Ha anche perso quattro dita in un incidente sul lavoro.

Nonostante tutto, Min-Min si considera uno dei fortunati, essendo sopravvissuto dove molti altri sono morti.

Quelli che ne avrebbero l’autorità, non andranno mai ad offrire il loro aiuto“, ha detto Sak, un ex pescatore thailandese. “Sanno che ci sono condizioni di lavoro brutali, e sanno che c’è gente che muore.“.

Ha anche parlato delle cattive condizioni di lavoro a bordo, come, ad esempio, due o tre ore trascorse a smistare il pesce in celle frigorifere, a meno 30 gradi Celsius.

Lasciare il peschereccio era impossibile“, ha aggiunto, “si è sempre tenuta al largo, in mezzo al mare“. Il pescato veniva caricato e trasportato a terra da un’altra barca.

“Una volta fatto il passo, rimani a bordo, non c’è altra scelta per i lavoratori”, ha continuato Sak.

Il governo thailandese, sta ora affrontando il problema della tratta degli esseri umani, dopo che il paese è stato declassato, nello scorso anno, in una relazione pubblicata dagli Stati Uniti, al livello 3, il più basso della graduatoria

Nello stesso tempo, l’Unione Europea ha emesso un cartellino giallo per  la Thailandia, per la sua incapacità di far fronte alla pesca illegale, non dichiarata e non regolamentata (INN).

La nuova legge sulla pesca del 2015, entrata in vigore nel mese di dicembre, prevede che tutti i pescherecci thailandesi. operanti in acque straniere. debbano portarea bordo un osservatore. Tuttavia, l’osservatore ha il solo compito di registrare i dettagli del pescato, e non le condizioni dei lavoratori.

Nessuna di queste norme menzionano le condizioni di lavoro nonostante sia un lavoro ad alto rischio“, ha detto Patima Tungpuchyakul, della Fondazione per la Promozione dei Diritti dei Lavoratori, con sede a Samut Sakhon.

La signora Patima Tungpuchyakul, ha inoltre dichiarato che “i diritti dei lavoratori devono essere tutelati e i rischi per la salute sul lavoro riconosciuti, con copertura assicurativa e un equo indennizzo, anche se si tratta di lavoratori illegali“.

I lavoratori migranti, stanno attualmente lavorando per istituire un sindacato a Samut Sakhon, ha aggiunto la signora Patima. “I lavoratori migranti devono avere un rappresentante, perché la maggior parte delle loro storie brutali non sono ancora state raccontate“.

fonte in inglese: http://www.bangkokpost.com/news/special-reports/829236/death-stalks-the-decks

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