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Vivere ai Tropici | Consigli utili

Thailandia | Vivere ai Tropici: consigli utili

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Thailandia | Vivere ai Tropici: consigli utili

Quanti di noi hanno mai pensato, in maniera più o meno convinta, di mollare tutto ed andare a vivere ai Tropici? Tanti, tantissimi, quasi tutti…

La crisi che da ormai da anni affligge gran parte dei paesi occidentali, lo stress di una vita che lascia sempre meno spazi vitali, inverni freddi e nebbiosi che durano troppo a lungo, un costo della vita esasperante, un matrimonio finito, la ricerca della felicità perduta… questi sono alcuni dei motivi che hanno convinto (convincono e convinceranno) molte persone a fare “il grande salto”.

Io sono uno di loro: da 15 anni vivo in Thailandia, la “Terra del Sorriso”.

Sono partito dall’Italia con un sacco di buoni propositi, deciso a rifarmi una vita, lasciandomi alle spalle anni di lavoro, un matrimonio e, soprattutto, una monotonìa che cominciava a caratterizzare in negativo le mie giornate nel Belpaese.

Fondamentalmente sono contento della scelta fatta, tornassi indietro rifarei quasi tutto. Posso finalmente dire di essere felice, ho una famiglia, una compagna (Thai) ed uno splendido bambino.

Ma il percorso non è stato affatto semplice, tutt’altro.

Prima di fare il grande salto e mandare tutti (o quasi) a quel paese, Vi consiglio di programmare il Vostro trasferimento senza fretta, in modo razionale.

Pensate bene a cosa lasciate perchè non sapete esattamente cosa troverete.

Innazitutto la lingua: nessuno pretende che parliate il Thailandese, ma un Inglese “scolastico” lo dovete parlare e capire, altrimenti siete destinati ad incazzature e fregature. Studiate, parlate allo specchio, fate come volete, ma ricordatevi che comunicare è fondamentale

Non condivido chi dice “ma io sono 10 anni che vado in Thailandia…” errore.

Entrate nell’ordine di idee di trascorrere un periodo di alcuni mesi nelle località di Vostro interesse/gradimento, cercando di valutare la situazione non da turista. Guardatevi attorno, parlate con i residenti, informatevi, documentatevi.

Prima di intraprendere qualsiasi iniziativa (immobili, business etc) informatevi presso uno studio legale, presso l’Ambasciata e/o gli uffici consolari, presso altri stranieri residenti.

Non concordo sul fatto che gli “Italiani residenti sono tutti feccia o invidiosi o altro”. Cercate di fare una selezione delle persone “valide”, scartando a priori i furbacchioni opportunisti (come in qualsiasi altra parte del mondo, la Terra del Sorriso non fa eccezione).

Altro fattore molto importante: la compagna. Il 99% delle persone che si trasferiscono in Thailandia, cercano in primis una compagna che li aiuti ad inserirsi, a comunicare, per ripartire, per rifarsi una vita, per riscoprire la passione perduta… Benissimo, ma fate attenzione. Soprattutto nelle località turistiche, ma non solo, lo straniero (farang, come ci chiamano loro) rappresenta una preda ambita. Per molte di loro un farang rappresenta un’occasione da non perdere per fare una vita dignitosa, per mantenere la famiglia, per mandare a scuola i figli avuti precedentemente con il compagno Thai.

Non solo le ragazze nei bar, ma anche molte altre con un lavoro “normale”, puntano spesso il “farang”, in quanto quest’ultimo fa rima con “satang”, il denaro.

“Non sono mica stupido, l’ho scelta bene. La mia è diversa”. Quante volte avete sentito questa frase pronunciata in modo orgoglioso dal farang di turno? Non si contano.

Cercate per quanto possibile di non restare “estasiati” dal loro sorriso, dalla loro gentilezza, dal loro modo di sedurvi… anche in questo caso prendete tempo, cercate di capire la persona che Vi sta a fianco, dategli tempo e prendete tempo. Se sono rose fioriranno.

In bocca al lupo.

 

 

 

About Leo

mm
Sono prima di tutto un viaggiatore, innamorato del sud-est Asia, da cui risiedo da 17 anni.

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